Il contesto storico: la Prima Guerra Mondiale in Italia
L'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale nel maggio 1915 e combatté fino all'armistizio di novembre 1918. Il conflitto causò circa 650.000 morti tra i militari italiani, e un numero imprecisato di dispersi i cui resti non furono mai identificati. Le battaglie sul fronte dell'Isonzo e del Piave lasciarono decine di migliaia di salme in condizioni tali da rendere impossibile il riconoscimento.
Già nel 1921, mentre i paesi alleati — Francia, Gran Bretagna, Belgio — rendevano omaggio ai propri caduti senza nome, l'Italia avviò il percorso per la traslazione di una salma analoga.
La scelta: Maria Bergamas
Il 28 ottobre 1921, ad Aquileia, furono riunite undici bare contenenti resti di soldati non identificati, provenienti da undici diversi teatri di guerra: Rovereto, Dolomiti, Altopiano di Asiago, Grappa, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, Caporetto, Castagnevizza e una bara dei caduti in mare.
Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, un volontario triestino disperso sul Carso, fu scelta per designare la salma. Girò lentamente tra le undici bare, si fermò davanti alla quinta e si inginocchiò. Nessuno sa perché abbia scelto quella: forse un'intuizione, forse il caso, forse qualcosa di indicibile.
Le restanti dieci bare furono tumulate nel sacrario militare di Aquileia.
Il viaggio del treno funebre
Il convoglio funebre partì da Aquileia il 29 ottobre 1921, su un carro ferroviario trainato da una locomotiva avvolta di nero. Percorse l'intera penisola da nord a sud passando per:
- Udine, Treviso, Venezia, Padova, Bologna
- Ferrara, Modena, Parma, Piacenza
- Milano, Brescia, Verona
- E poi verso Roma, via Firenze e Arezzo
In ogni stazione il treno si fermò. Le persone aspettavano sui binari, in silenzio. Donne in lutto, veterani in divisa, bambini alzati sulle spalle dei padri. Il viaggio durò tre giorni.
Il 4 novembre 1921: la tumulazione
Il 4 novembre 1921 — terzo anniversario della vittoria — il feretro fu portato in processione dalla Stazione Termini all'Altare della Patria attraverso le strade di Roma. Centinaia di migliaia di persone erano presenti. Al corteo parteciparono i mutilati di guerra, le madri dei caduti, i Cavalieri di Vittorio Veneto.
La salma fu tumulata nella cripta al centro dell'Altare della Patria. Sopra la cripta fu accesa la Fiamma Perpetua, che da allora non si è mai spenta. Due militari in alta uniforme la sorvegliano ininterrottamente, con un avvicendamento ogni ora.
La Fiamma oggi
La Fiamma del Milite Ignoto è sorvegliata dai militari in servizio permanente al Vittoriano. I reparti si alternano ogni ora: il cambio della guardia è uno dei momenti più solenni e frequentati del monumento, visibile dai visitatori ogni giorno.
Il 4 novembre di ogni anno, in occasione della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Presidente della Repubblica depone una corona di alloro al Sacello del Milite Ignoto in presenza delle più alte cariche dello Stato.
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Domande frequenti
È possibile visitare la cripta del Milite Ignoto? Sì, la cripta è accessibile gratuitamente al piano terra del Vittoriano. I visitatori possono avvicinarsi alla Fiamma ma non entrare nell'area riservata alla guardia d'onore.
Quando avviene il cambio della guardia? Ogni ora, tutto l'anno, tutti i giorni. L'orario esatto varia: verificare in loco. Il cambio dura circa 10 minuti ed è uno degli spettacoli più suggestivi del monumento.
Si conosce l'identità del Milite Ignoto? No, e per definizione non potrà mai essere rivelata. La forza simbolica risiede nell'anonimato: rappresenta tutti i caduti senza nome.
Articolo n. 183 — TIER S — MON-10 Altare della Patria / Vittoriano
La storia del Milite Ignoto
Il Milite Ignoto è il simbolo della memoria collettiva della Prima Guerra Mondiale italiana. La cerimonia di selezione e traslazione della salma fu uno degli eventi più emotivi della storia italiana moderna.
Nel 1921 una commissione selezionò 11 bare di soldati non identificati provenienti da 11 fronti diversi della guerra — dal Carso al Grappa, dall'Isonzo al Piave. Una madre di guerra, Maria Bergamas, che aveva perso il figlio senza trovarne il corpo, scelse una delle bare. La salma fu trasportata in treno da Aquileia a Roma: il viaggio durò due giorni e in ogni stazione la folla si radunava in silenzio.
Il 4 novembre 1921 (anniversario della vittoria italiana) la salma fu sepolta nell'Altare della Patria, sotto la statua della Dea Roma seduta in trono.
La Fiamma Perenne e la guardia d'onore
La Fiamma Perenne brucia davanti alla tomba del Milite Ignoto ininterrottamente dal 1921. È uno dei simboli più potenti del nazionalismo italiano del dopoguerra — e oggi, depoliticizzato, è diventato un luogo di raccoglimento condiviso.
La guardia d'onore (Milizia della Guardia d'Onore al Pantheon) è composta da militari in divisa storica che si alternano in turni di mezz'ora. Il cambio della guardia è visibile ogni mezzora: è uno spettacolo di precisione militare che i bambini trovano affascinante.
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