Perché fu costruito
L'Italia unificata aveva bisogno di un simbolo. Dopo il Risorgimento e la presa di Roma nel 1870, il nuovo Stato cercava un monumento che incarnasse l'idea di nazione, il sacrificio per l'unità e il rispetto per il primo re d'Italia. Vittorio Emanuele II morì nel 1878 prima che il progetto fosse definito, ma fu subito chiaro che avrebbe dato il nome al futuro monumento.
Il concorso per il progetto fu indetto nel 1880 e vinse Giuseppe Sacconi nel 1884 con un progetto neoclassico ispirato all'architettura greca e romana. La scelta del sito — alle pendici del Campidoglio, al termine del Corso Vittorio Emanuele II — era fortemente simbolica: il collegamento visivo tra il Campidoglio (la Roma antica) e la Roma moderna.
La costruzione: quarant'anni di cantiere
I lavori iniziarono nel 1885. Il marmo usato era il Botticino di Brescia, una scelta deliberata per distinguersi dalla Roma del travertino e della pietra scura. Il bianco abbagliante del Vittoriano era un segno di discontinuità rispetto alla Roma papalina, una dichiarazione di modernità.
La costruzione implicò la demolizione di interi isolati medievali e rinascimentali alle pendici del Campidoglio, inclusa parte del cosiddetto Asilo di Romolo, costruzioni di epoca romana. La polemiche furono immediate: i romani cominciarono a chiamarlo con ironia macchina da scrivere o torta nuziale per la sua forma bianca e ornata.
Il monumento fu inaugurato parzialmente nel 1911 per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, e completato ufficialmente nel 1935.
Il Milite Ignoto e l'Altare della Patria
Nel 1921 fu compiuto l'atto simbolico più importante della storia del Vittoriano: la traslazione della salma del Milite Ignoto, un soldato non identificato caduto nella Prima Guerra Mondiale, al centro del monumento. La salma fu scelta da Maria Bergamas, madre di un soldato disperso in guerra, tra undici bare provenienti da altrettante località di battaglia.
Il treno funebre che portò la salma da Aquileia a Roma fu accompagnato dalla popolazione lungo tutto il percorso. Il 4 novembre 1921, il Milite Ignoto fu tumulato nella cripta centrale dell'Altare della Patria, dove arde ancora oggi la Fiamma del Milite Ignoto, sorvegliata ininterrottamente da militari in alta uniforme.
Polemiche e paradossi
Il Vittoriano è da sempre il monumento più discusso di Roma. Le critiche più frequenti:
- Visivamente sproporzionato rispetto al contesto: il suo bianco contrasta con la pietra ocra e il laterizio della Roma storica
- Costruito su distruzioni: la demolizione degli edifici medievali è ancora rimpianta da storici e urbanisti
- Politicamente ambiguo: inaugurato sotto Giolitti e completato sotto il Fascismo, il monumento porta con sé strati di memoria difficilmente separabili
Nonostante tutto, è il luogo dove la Repubblica italiana celebra le cerimonie di Stato più importanti: il 2 giugno (Festa della Repubblica) e il 4 novembre (Giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate). La Fiamma del Milite Ignoto non si è mai spenta.
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Domande frequenti
Chi era Vittorio Emanuele II? Il primo re dell'Italia unificata (1861–1878), già re di Sardegna dal 1849. Il monumento fu costruito come tributo postumo all'unificatore del paese.
Il Milite Ignoto è ancora lì? Sì. La cripta con la salma e la Fiamma è visitabile al piano terra del monumento, sorvegliata 24 ore su 24 da militari in alta uniforme.
Perché i romani lo chiamano "torta nuziale"? Per la sua forma bianca e riccamente ornata, che contrasta visivamente con il resto del centro storico romano. Il soprannome è affettuoso, non sempre sarcastico.
Articolo n. 181 — TIER S — MON-10 Altare della Patria / Vittoriano
Il progetto e la sua storia
Il Vittoriano nacque da un concorso internazionale bandito nel 1880, un anno dopo la morte di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. Il concorso fu vinto dall'architetto Giuseppe Sacconi con un progetto di monumentale neoclassicismo — che nulla aveva di romano antico, suscitando subito controversie.
La costruzione durò quasi 40 anni: la prima pietra fu posta nel 1885, ma il monumento fu inaugurato nel 1911 (per il 50° anniversario dell'Unità d'Italia), completato definitivamente solo nel 1935 con il coronamento delle due quadrighe.
Perché fu così controverso
Tre ordini di polemiche accompagnarono il Vittoriano sin dall'inizio:
- La demolizione dell'antico: per costruirlo fu abbattuto un intero quartiere medievale del Campidoglio, con chiese, palazzi e case risalenti al Medioevo. Le proteste degli intellettuali — da Carducci a D'Annunzio — non fermarono i lavori.
- Il materiale: il Vittoriano usa marmo di Botticino (bresciano), bianchissimo, che stona vistosamente con la pietra travertina romana. Soprannomi popolari: "torta nuziale", "macchina da scrivere".
- Le dimensioni: alto 81 m, largo 135 m — una scala fuori proporzione rispetto al Campidoglio e al Foro Romano adiacenti.
Nonostante le critiche, il Vittoriano è diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili di Roma, apprezzato soprattutto per le viste panoramiche dalla terrazza.
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