Una colonna per un usurpatore
Chi era Foca
Foca (latino: Phocas) fu imperatore romano d'Oriente dal 602 al 610 d.C. Arrivò al potere attraverso una delle transizioni più violente della storia tardoantica: guidò la rivolta dell'esercito danubiano contro l'imperatore Maurizio, fece decapitare Maurizio e la sua intera famiglia davanti ai suoi occhi, e proclamò se stesso imperatore il 23 novembre 602.
Il suo regno di otto anni fu segnato da una feroce persecuzione degli avversari politici, dalla progressiva perdita dei territori orientali contro la Persia sassanide e da un governo largamente giudicato tirannico dalle fonti bizantine successive. Il papa Gregorio Magno lo salutò inizialmente come un liberatore; il suo successore Bonifacio IV ottenne da lui il dono che cambierà per sempre un monumento romano.
Nel 610, un nuovo pretendente al trono — Eraclio, figlio dell'esarca d'Africa — giunse a Costantinopoli con la flotta. Foca fu deposto, torturato, decapitato e i suoi resti dati alle fiamme.
Il dono del Pantheon
Nel 609 d.C., un anno prima di essere ucciso, Foca donò il Pantheon a Papa Bonifacio IV. La basilica pagana fu consacrata come chiesa cristiana il 13 maggio 609 d.C. — data in cui si celebra ancora oggi la festa di tutti i santi. Questo atto fu il più importante della storia di conservazione del Pantheon: trasformandolo in luogo di culto cristiano, Foca e Bonifacio lo salvarono dalla spoliazione sistematica che avrebbe altrimenti distrutto l'edificio.
La colonna: storia e struttura
La dedica
La Colonna di Foca fu eretta il 1° agosto 608 d.C. dall'Esarca d'Italia Smaragdo — il governatore militare dell'Italia bizantine con sede a Ravenna. La dedica è nota grazie all'iscrizione sul basamento, riscoperta nel 1813 durante i lavori finanziati dalla Duchessa di Devonshire:
SMARAGDUS EX PRAEPOSITO ET PATRICIUS ET EXARCHUS ITALIAE DEVOTI EIUS CLEMENTIAE ET PACI / HANC STATUAM FELICISSIMI ET PIISSIMI IMPERATORIS DOMNI FLAVI FOCAE PERPETVI AVGVSTI AD VENERANDAM EIVS PERHENNEM GLORIAM SVBLIMAVIT / PRIMO DIE MENSIS AVGVSTI INDICT. XI P.C. FOCAE IMP. / ANN. V
Traduzione: «Smaragdo, ex preposito, patrizio ed esarca d'Italia, devoto alla sua clemenza e alla pace, ha innalzato questa statua del felicissimo e piissimo imperatore, il signore Flavio Foca, perpetuo Augusto, per onorare la sua perenne gloria, il primo giorno del mese di agosto, indizione XI, nell'anno V del post-consolato dell'imperatore Foca».
Colonna di reimpiego
La colonna stessa è più antica della dedica: si tratta di un fusto di marmo lunense (di Carrara) del II o III secolo d.C., prelevato da un altro edificio e riutilizzato. Questa pratica del spoglio era comune nella tarda Antichità: le colonne di marmo erano materiali preziosi e il Forum di Foca, come tanti monumenti tardoantichi, è costruito con materiale di seconda mano.
La colonna è alta circa 13,6 metri con il capitello corinzio. Si erge su un alto piedistallo di mattoni, a sua volta su un basamento di gradini. In cima si trovava in origine una statua dorata di Foca — statua scomparsa, probabilmente abbattuta o fusa dopo la sua caduta nel 610.
La posizione nel Foro
La colonna fu eretta davanti ai Rostri, nell'asse centrale del Foro Romano, a breve distanza dalle tre colonne del Tempio di Castore. È la prima cosa che si vede arrivando dall'Arco di Settimio Severo verso la Via Sacra.
La scelta della posizione non era casuale: il Foro Romano era ancora, nel 608, lo spazio simbolicamente più carico di Roma. Piantare una colonna per l'imperatore d'Oriente in quello spazio era un atto politico preciso: segnalare che Costantinopoli era ancora il centro dell'impero e che l'Italia, nonostante i Longobardi e le crisi, era ancora formalmente parte dell'Impero Romano d'Oriente.
La colonna nel Medioevo: l'oblio e Byron
Il «pilastro senza nome»
Dopo la caduta di Foca, la colonna rimase in piedi, ma la sua iscrizione finì sepolta sotto l'accumulo di detriti che nel corso dei secoli innalzò progressivamente il piano di calpestio del Foro. Il basamento scomparve. Rimase solo il fusto e il capitello, che si innalzavano sopra le macerie e i campi che il Foro era diventato nell'alto Medioevo.
Per secoli, la colonna stette lì, isolata, senza contesto apparente, senza che nessuno sapesse a chi appartenesse o perché fosse stata eretta. Divenne uno degli elementi più misteriosi del paesaggio romano — una presenza spettrale in mezzo alle rovine.
Byron e il «nameless column»
Fu il poeta romantico Lord Byron a immortalare questo mistero nel Childe Harold's Pilgrimage (1812), dove scrisse della «colonna senza nome con il basamento sepolto» — the nameless column with the buried base. La formulazione byroniana catturava perfettamente il senso di un monumento privato del suo significato, una forma senza storia leggibile.
Il verso byroniano riflette il gusto romantico per la rovina e il frammento: non il monumento integro nella sua lettura classicistica, ma il pezzo isolato, strappato dal contesto, che evoca la perdita più del monumento completo.
La riscoperta del 1813
L'anno dopo la pubblicazione del Childe Harold, la Duchessa di Devonshire Elizabeth Cavendish finanziò gli scavi attorno alla base della colonna. Emerse il basamento iscritto, e per la prima volta dall'Alto Medioevo fu possibile leggere chi aveva fatto erigere la colonna e in onore di chi. La «colonna senza nome» aveva finalmente un nome — anche se quello di un imperatore assassinato.
Il significato storico: la fine del Foro Romano
L'ultimo monumento
La Colonna di Foca è generalmente considerata l'ultimo monumento eretto nel Foro Romano nell'antichità. Dopo il 608 d.C., non viene aggiunto nulla al Foro come atto di committenza imperiale o ufficiale. Il Foro continuerà ad essere usato — ci si construiranno chiese medievali, verranno estratte pietre — ma come spazio di produzione culturale e politica la sua stagione si conclude con questa colonna.
È una fine silenziosa. Non c'è nessun atto solenne di chiusura. La colonna viene eretta, la statua viene installata, l'iscrizione viene incisa. E poi basta. Il Foro Romano non riceverà più monumenti.
La fine di un'era
Il 608 d.C. è anche, in senso largo, la data in cui si può considerare conclusa la Roma tardoantica. In quello stesso decennio:
- I Longobardi controllano gran parte dell'Italia settentrionale e centrale
- Papa Gregorio Magno (†604) ha già tracciato i contorni di un'autorità papale autonoma da Bisanzio
- Il patrimonio classico sta essere trasmesso non più dagli imperatori ma dalle comunità monastiche
- Il Foro Romano è in parte già abbandonato — le ultime funzioni pubbliche si svolgono in edifici sempre più puntiformi
La Colonna di Foca è il canto del cigno dell'evergetismo imperiale a Roma.
Come visitare la Colonna di Foca
Posizione
La colonna si trova nell'area aperta del Foro Romano, immediatamente davanti ai Rostri, lungo la Via Sacra. È visibile dall'esterno del Foro da Via dei Fori Imperiali, ma il suo massimo impatto si ha dall'interno.
Cosa osservare
La colonna: il fusto e il capitello corinzio sono intatti. La colonna è più alta di quanto sembri da lontano — i 13,6 metri ne fanno uno degli elementi verticali più alti del Foro.
Il basamento iscritto: l'iscrizione latina è leggibile sul fronte del piedistallo. La qualità dell'incisione è caratteristicamente tardoantica — meno curata delle iscrizioni classiche.
Il basamento a gradini: la struttura su cui si erge la colonna è visibile attorno alla base, con i blocchi di reimpiego evidenti nella muratura.
Accesso
Incluso nel biglietto combinato Colosseo–Foro–Palatino (€18).
Visita la Colonna di Foca con autista privato
La Colonna di Foca si trova nel cuore del Foro Romano, a pochi passi dai Rostri e dall'Arco di Settimio Severo.
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Domande frequenti
Cos'è la Colonna di Foca? La Colonna di Foca è una singola colonna corinzia eretta nel 608 d.C. nel Foro Romano in onore dell'imperatore romano d'Oriente Foca. È l'ultimo monumento aggiunto al Foro nell'antichità.
Perché la colonna fu eretta? Fu eretta dall'Esarca d'Italia Smaragdo come omaggio all'imperatore Foca, probabilmente in segno di gratitudine per il dono del Pantheon al Papa Bonifacio IV nel 609 d.C. (o in preparazione di questo dono).
Chi era Foca? Foca fu imperatore romano d'Oriente dal 602 al 610 d.C. Usurpatore che aveva rovesciato l'imperatore Maurizio, il suo regno di otto anni fu considerato tirannico dalle fonti successive. Fu deposto e ucciso da Eraclio nel 610.
Come fu riscoperta l'iscrizione della colonna? L'iscrizione sul basamento era sepolta sotto i detriti medievali. Nel 1813, scavi finanziati dalla Duchessa di Devonshire portarono alla luce il basamento e l'iscrizione, risolvendo il mistero della «colonna senza nome» immortalata da Byron nel 1812.
La statua di Foca esiste ancora? No. La statua dorata di Foca che coronava la colonna scomparve dopo la sua destituzione nel 610 d.C. — probabilmente abbattuta o fusa.
Articolo n. 57 — TIER S — MON-03 Foro Romano + Palatino
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