Il Foro di Cesare: il primo atto
Origini e finanziamento
Il Foro di Cesare fu il primo dei Fori Imperiali — precede di settant'anni il Foro di Augusto e inaugura il modello che gli imperatori successivi replicheranno fino al II secolo d.C. Cesare concepì la sua piazza durante la campagna di Farsalo (48 a.C.) e promise la costruzione come ex-voto alla Venere Genitrice, capostipite mitica della gens Iulia.
Il finanziamento fu straordinario: Svetonio e Appiano indicano la somma di 100 milioni di sesterzi spesi per l'acquisto del terreno. Questa cifra — equivalente alla paga annuale di un intero esercito legionario — era necessaria perché il terreno si trovava nell'area più densa e cara del centro di Roma, immediatamente a nord del Foro Romano. Il Foro di Cesare fu dunque, prima ancora di essere un atto di urbanistica, un atto di concentrazione di ricchezza: un privato che comprava un pezzo di Roma.
Il Foro fu inaugurato nel 46 a.C. insieme alle celebrazioni del quadruplice trionfo di Cesare, ma i lavori di completamento continuarono dopo la sua morte sotto Augusto, che lo finì nel 29 a.C.
Il layout
Il Foro di Cesare aveva una forma rettangolare allungata — circa 160 × 75 metri — con colonnati su tre lati. Il quarto lato (corto, di fondo) era occupato dal Tempio di Venere Genitrice, che dominava lo spazio dall'alto di un podio.
Il portico a due navate che circondava la piazza (portico biforo) conteneva ambienti commerciali e uffici al piano terra, probabilmente con un secondo piano. Questo modello — piazza rettangolare chiusa con tempio di testa — diventa il canone dei Fori Imperiali successivi.
Il Tempio di Venere Genitrice
Il tempio era ottastilo (otto colonne in facciata) su un alto podio. All'interno erano custodite alcune delle più preziose opere d'arte del mondo antico: una statua di culto di Venere (che secondo alcuni autori era un ritratto idealizzato di Cleopatra), un'altra statua di Cleopatra in oro puro, e, secondo Plinio, sei collezioni di gemme incise (dactyliotheke). Era anche il luogo in cui era conservata l'armatura dorata di Alessandro Magno, che Cesare aveva contemplato durante la sua visita al tempio di Efeso.
La statua di culto di Venere fu una commissione diretta di Cesare. La dea era rappresentata come una figura armata: non la Venere erotica della tradizione ellenistica, ma una Venus Victrix — una Venere guerriera. Il messaggio politico era trasparente: la famiglia di Cesare discendeva dalla dea della guerra e dell'amore.
Il Foro di Cesare oggi
Il Foro di Cesare è oggi visibile lungo Via dei Fori Imperiali. Le strutture superstiti includono:
- Tre colonne del Tempio di Venere Genitrice, reinzializzate nell'Ottocento
- Il podio del tempio
- Le fondamenta del portico
- Un tratto dell'Argiletum (la via libraria che il Foro inglobò)
Le tre colonne sono tra le immagini più iconiche dell'area.
Il Foro di Augusto: la risposta
Voto di battaglia e costruzione
Il Foro di Augusto fu votato prima della battaglia di Filippi (42 a.C.), quando Ottaviano giurò che, se avesse vinto i cesaricidi (Bruto e Cassio), avrebbe costruito un tempio a Marte Ultore — "Marte il Vendicatore". La vittoria arrivò, e il voto fu mantenuto: ma il Foro impiegò quarant'anni per essere completato, inaugurato infine nel 2 a.C.
Questo intervallo — quarant'anni tra il voto e l'inaugurazione — non è negligenza ma strategia. Augusto aspettò di avere definito il suo titolo (il princeps, il "primo cittadino"), la sua iconografia, e la sua narrativa storica, prima di dare alla città un monumento che portasse il suo programma.
Il layout
Il Foro di Augusto era ancora più monumentale del Foro di Cesare: circa 125 × 118 metri, quasi quadrato. Anche qui, una piazza rettangolare con colonnati laterali e tempio di testa. Le differenze rispetto al modello cesariano erano tuttavia significative.
I portici con esedre: il Foro di Augusto aveva due grandi esedre semicircolari sui lati lunghi, che ampliavano visivamente lo spazio e fornivano aree aggiuntive per statue e cerimonie. Questa invenzione — il portico con esedra — diventa uno degli elementi canonici dell'architettura imperiale.
Il muro di fondo: sul lato nord, un imponente muro in tufo (il cosiddetto murus Augustei) separava il Foro dal quartiere della Suburra, una delle aree più popolate e degradate di Roma. Il muro — che ancora si erge per quasi 30 metri — era anche una difesa antincendio: la Suburra bruciava spesso, e il Foro augusteo non doveva bruciare con essa.
L'uso delle statue: i portici erano concepiti come una galleria di antenati — le statue dei summi viri della storia romana, da Enea a Romolo ai grandi generali della Repubblica. Al centro di ogni esedra: un colosso equestre di Augusto. Il messaggio: tutti i grandi romani della storia hanno portato a questo momento.
Il Tempio di Marte Ultore
Il tempio era octastilo, su un altissimo podio (circa 3,5 metri). Tre colonne corinzie dell'ordine superiore sono ancora in piedi — sono tra i capitelli più belli del mondo romano. L'interno ospitava le statue di culto di Marte e Venere (richiamando il doppio lignaggio divino della gens Iulia), più una spada che si diceva fosse quella di Giulio Cesare.
Il Tempio di Marte Ultore aveva una funzione cerimoniale precisa: era il luogo in cui i generali romani si recavano prima di partire per le campagne militari, e dove deponevano le spoglie delle vittorie al ritorno. Il Senato si riuniva qui per deliberare sulla guerra e la pace. Era, in breve, il cuore della politica militare dell'Impero.
La fascia di Augusto: propaganda e architettura
Il Foro di Augusto era un programma politico tradotto in pietra. Ogni elemento aveva una funzione ideologica:
Le statue dei summi viri: la galleria di eroi romani era ordinata cronologicamente, culminando con Augusto. Il messaggio era: la storia romana è una catena ininterrotta che porta a me.
Enea e Romolo nelle esedre: nell'esedra sinistra, la discendenza giulia da Enea (con il padre Anchise e il figlio Ascanio/Iulo); nell'esedra destra, i re di Roma da Romolo. Due radici della gens Iulia e di Roma stessa.
La dedica del 2 a.C.: il Foro fu inaugurato nell'anno in cui il Senato conferì ad Augusto il titolo di pater patriae — padre della patria. La coincidenza non era casuale.
I Fori di Cesare e Augusto nel contesto urbanistico
Il Foro Romano era lo spazio della res publica: apparteneva alla comunità, era stato costruito nel corso di secoli da magistrati e governatori, e nessuno vi aveva mai apposto il proprio nome in modo così esplicito. I Fori di Cesare e di Augusto rompono questa tradizione: sono fori privati che diventano pubblici, fori che portano il nome del committente.
L'effetto urbanistico fu duplice: da un lato, il centro civico di Roma si moltiplicò (i Fori Imperiali continueranno ad espandersi con Vespasiano, Nerva e Traiano); dall'altro, il messaggio era chiaro: Roma non era più la res publica dei romani, ma la res di una famiglia.
Come visitare i Fori di Cesare e Augusto
I Fori Imperiali, inclusi il Foro di Cesare e il Foro di Augusto, sono visibili dall'esterno da Via dei Fori Imperiali (accesso gratuito alla passeggiata esterna). L'accesso interno fa parte dell'area del Foro Romano.
Il Foro di Cesare: le tre colonne sono visibili da Via dei Fori Imperiali. La struttura è in parte scavata sotto il piano della strada moderna.
Il Foro di Augusto: il muro di testa con le tre colonne corinzie e parte del podio del Tempio di Marte sono i resti più visibili. Il Museo dei Fori Imperiali (nel Mercato di Traiano) integra la visita con modelli ricostruttivi e materiali.
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I Fori Imperiali si trovano nel cuore di Roma, lungo Via dei Fori Imperiali.
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Domande frequenti
Quando fu costruito il Foro di Cesare? Il Foro di Cesare fu votato nel 48 a.C. durante la campagna di Farsalo e inaugurato nel 46 a.C. con il quadruplice trionfo di Cesare. I lavori di completamento continuarono sotto Augusto, che lo finì nel 29 a.C.
Cosa c'era nel Tempio di Venere Genitrice? Il tempio custodiva la statua di culto di Venere, una statua in oro di Cleopatra, l'armatura dorata di Alessandro Magno e sei collezioni di gemme incise. Era anche il luogo in cui Cesare aveva collocato i simboli della sua discendenza divina.
Perché Augusto costruì un foro dedicato a Marte? Il Foro di Augusto fu votato prima della battaglia di Filippi (42 a.C.) come promessa a Marte se Ottaviano fosse uscito vittorioso contro i cesaricidi Bruto e Cassio. Il tempio di Marte Ultore ("Marte Vendicatore") commemorava questa vittoria.
Si possono visitare i Fori di Cesare e Augusto? I Fori sono visibili dall'esterno da Via dei Fori Imperiali gratuitamente. L'accesso interno fa parte dell'area del Foro Romano (biglietto combinato). Il Museo dei Fori Imperiali nel Mercato di Traiano offre la visione più completa con ricostruzioni 3D.
Quanti Fori Imperiali esistono in totale? Cinque Fori Imperiali principali: Foro di Cesare, Foro di Augusto, Templum Pacis (Vespasiano), Foro di Nerva (o Transitorio), Foro di Traiano. Quest'ultimo è il più grande e il meglio conservato.
Articolo n. 54 — TIER S — MON-03 Foro Romano + Palatino
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