Il primo edificio contemporaneo nel centro di Roma
Il Museo dell'Ara Pacis, inaugurato nel 2006, è molto più di una semplice copertura: è il primo grande intervento di architettura contemporanea realizzato nel centro storico di Roma in epoca moderna. Progettato dall'architetto americano Richard Meier, uno dei maestri del minimalismo bianco, è una teca di vetro e travertino che protegge e mette in scena l'antico altare di Augusto. Un dialogo audace tra duemila anni di distanza.
Vetro, luce e travertino
Il progetto di Meier gioca su pochi materiali e molta luce:
- Grandi vetrate che inondano l'altare di luce naturale, valorizzandone i marmi.
- Superfici in travertino romano e intonaco bianco, fedeli alla cifra stilistica dell'architetto.
- Una gradinata e una parete d'acqua sul fronte verso il Tevere.
- La vista, dalle vetrate, sul Mausoleo di Augusto accanto: due monumenti augustei messi in relazione.
L'idea è che la luce e la trasparenza "raccontino" l'altare meglio di qualsiasi muro.
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Le polemiche
L'edificio fu, al suo apparire, molto discusso. Per alcuni un corpo estraneo, "troppo moderno" per il cuore barocco e rinascimentale di Roma; per altri un coraggioso segno di contemporaneità in una città spesso cristallizzata nel passato. Il dibattito — tra chi lo amava e chi lo criticava — ne ha fatto, paradossalmente, un edificio-simbolo, e oggi è generalmente apprezzato come una riuscita protezione dell'altare e come tappa per gli amanti dell'architettura.
Perché vale la visita (anche per l'architettura)
Visitare l'Ara Pacis significa quindi vivere due esperienze in una:
- L'arte romana dell'altare di Augusto, con i suoi rilievi.
- L'architettura contemporanea di Meier, esempio di come il moderno possa dialogare con l'antico.
È una tappa ideale per chi ama il design e l'architettura, oltre che la storia romana. Per il contenuto dell'altare, vedi la guida cosa vedere all'Ara Pacis.
Domande frequenti
Chi ha progettato il Museo dell'Ara Pacis? L'architetto americano Richard Meier, con un edificio inaugurato nel 2006: una teca di vetro e travertino che protegge l'altare di Augusto.
Perché il museo ha fatto discutere? Perché è il primo grande edificio di architettura contemporanea nel centro storico di Roma: per alcuni un intruso troppo moderno, per altri un coraggioso segno di contemporaneità. Il dibattito ne ha fatto un edificio-simbolo.
Di che materiali è fatto? Soprattutto vetro, travertino romano e intonaco bianco, con grandi vetrate che illuminano l'altare di luce naturale.
Si vede il Mausoleo di Augusto dal museo? Sì: dalle vetrate si scorge il Mausoleo di Augusto accanto, mettendo in dialogo i due monumenti augustei.
Vale la pena anche per chi ama l'architettura? Sì: il museo è una tappa apprezzata dagli appassionati di architettura contemporanea, oltre che dagli amanti dell'arte romana.
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Articolo #356 · Categoria: Monumenti · Aggiornato: maggio 2026