Il colle della fondazione
Il Palatino si eleva a circa 40–51 metri sul livello del mare, con una sommità pianeggiante di circa 25 ettari, delimitata da ripide scarpate che nei secoli dell'età arcaica lo rendevano naturalmente difendibile. La tradizione romana collocava qui il centro della fondazione di Roma: nel 753 a.C. — la data convenzionale — Romolo avrebbe tracciato sul Palatino il primo solco sacro (sulcus primigenius) che delimitava il pomerium, il confine inviolabile della città.
Le capanne in legno e argilla rinvenute dagli archeologi nel versante nord-occidentale del colle risalgono al IX–VIII secolo a.C. e documentano un insediamento stabile di capannori di età del Ferro. La presenza di due e poi tre capanne di dimensioni maggiori, disposte attorno a uno spazio aperto, ha fatto ipotizzare che si trattasse di un complesso connesso con il potere comunitario — l'antecedente materiale del palazzo che avrebbe occupato il colle mille anni dopo.
La Grotta del Lupercale — l'antro sacro in cui, secondo la mitologia, la lupa aveva allattato Romolo e Remo — era collocata sul versante sud-occidentale del Palatino, ai piedi della rupe. Il luogo era al centro dei Lupercali (15 febbraio), l'antichissima festa di purificazione e fertilità durante la quale i Luperci — sacerdoti di Fauno — correvano nudi attorno al Palatino flagellando le donne che incrociavano con strisce di pelle di capra (februa), le quali secondo la credenza avrebbero favorito la fertilità.
L'etimologia: dal Palatino al «palazzo»
Il nome del colle è di origine discussa. Due etimologie principali si contendono il campo: una lo ricollega alla dea pastorale Pale (o Pales), protettrice dei greggi, il cui festival (Parilia, 21 aprile) coincideva con la data tradizionale della fondazione di Roma; l'altra lo connette a Palanteum, città arcadica che la tradizione virgiliana indicava come patria di Evandro, l'antico re del Palatino che ospitò Enea.
In ogni caso, il latino Palatium — denominazione del colle — si trasmise alle lingue romanze moderne come termine generico per «residenza imperiale» e poi «residenza signorile»: italiano palazzo, francese palais, spagnolo palacio, portoghese palácio, inglese palace.
Il Palatino repubblicano: le dimore dell'aristocrazia
Durante la Repubblica, il Palatino fu il quartiere di elezione dell'aristocrazia romana. Le sue terrazze panoramiche, la distanza dalla promiscuità commerciale del Foro e la posizione dominante sulla città ne facevano il luogo di residenza privilegiato di famiglie patrizie e, in seguito, di uomini politici di primissimo piano.
Cicerone
abitò sul Palatino; lo stesso fece Ortensio, il suo grande rivale nell'oratoria. Quando Augusto acquistò e ampliò la casa di Ortensio per farne la propria dimora, compì un gesto che trasformò il Palatino da quartiere aristocratico a sede del potere imperiale — una transizione che si sarebbe completata nel corso del I secolo d.C.
La Casa di Augusto e la Casa di Livia
Augusto scelse di abitare sul Palatino in una casa di dimensioni relativamente modeste rispetto alle successive dimore imperiali — una scelta ideologicamente significativa per un principe che si presentava come primus inter pares. La Casa di Augusto (o Casa di Ottaviano) era articolata in ambienti decorati con pregevoli affreschi del II stile pompeiano, dei quali alcune stanze sono conservate e visitabili.
Adiacente alla Casa di Augusto si trovava la Casa di Livia, tradizionalmente identificata con la dimora della moglie dell'imperatore. Gli affreschi delle sue stanze — in particolare la stanza del triclinio con vedute architettoniche e la camera degli uccelli — appartengono all'eccellenza pittorica della tarda età augustea e sono tra i più belli conservati a Roma.
Augusto volle poi che sul Palatino sorgesse anche il Tempio di Apollo Palatino (28 a.C.), dedicato al dio protettore del quale il principe si proclamava figlio adottivo: il tempio era costruito accanto alla casa imperiale, materializzando nella topografia la connessione divina del principato.
La Domus Tiberiana: il primo palazzo imperiale
Tiberio
(14–37 d.C.) fu il primo imperatore a edificare sull'angolo nord-occidentale del Palatino un complesso residenziale di scala decisamente imperiale: la Domus Tiberiana. Questo edificio, ampliato dai successori, dominava il versante del Palatino affacciato sul Foro Romano. Le sue strutture formano ancora oggi il piano di fondazione degli Orti Farnesiani.
Le poche stanze della Domus Tiberiana visitabili oggi mostrano pavimentazioni in opus sectile e tracce di decorazioni marmoree, ma la maggior parte del complesso rimane interrato sotto i giardini rinascimentali.
Caligola
(37–41 d.C.) avanzò la Domus Tiberiana verso il Foro, prolungando le strutture fino a toccare il Tempio di Castore e Polluce, che avrebbe — secondo la tradizione — usato come vestibolo del proprio palazzo, pretendendo di ricevere i visitatori tra le celle dei Dioscuri.
La Domus Aurea di Nerone e il grande incendio
Nerone non si limitò al Palatino: dopo il grande incendio del 64 d.C. costruì la Domus Aurea, che si estendeva dal Palatino all'Esquilino attraverso la Velia, inglobando un'area di circa 80 ettari nel cuore della città. La Domus Aurea era preceduta da un immenso vestibolo sul Velia con una statua colossale di Nerone (Colossus Neronis) alta circa 30 metri, che avrebbe successivamente dato il nome all'Anfiteatro Flavio.
La Domus Aurea fu deliberatamente smantellata dai successori di Nerone: Vespasiano restituì alla città il lago artificiale che vi era stato scavato, edificando sopra di esso il Colosseo; Domiziano costruì sul Palatino il nuovo palazzo imperiale che avrebbe ridefinito l'intera collina.
Il Palazzo di Domiziano: la residenza definitiva
Il complesso costruito dall'architetto Rabirio su incarico dell'imperatore Domiziano (costruzione completata intorno al 92 d.C.) fu il palazzo imperiale definitivo — quello che avrebbe ospitato tutti i successori di Domiziano fino alla tarda antichità, identificandosi con il concetto stesso di «palazzo imperiale romano».
Il complesso era articolato in due parti principali:
La Domus Flavia
(ala pubblica): comprendeva la grande Aula Regia (sala del trono), il Tablinum (sala delle udienze), la Basilica (tribunale imperiale) e il triclinio imperiale (cenatio Iovis) con vista sul grande giardino ottagonale centrale. Le dimensioni erano imponenti: l'Aula Regia misurava circa 30 × 37 metri.
La Domus Augustana
(ala privata): le stanze private dell'imperatore, su più livelli, organizzate attorno a due peristili sovrapposti che scendevano verso la scarpata meridionale del colle.
Lo Stadio del Palatino
(o Hippodromus Palatii): un grandioso giardino in forma di ippodromo (circa 50 × 160 metri), colonnato e con tribune, destinato alle passeggiate imperiali e forse a competizioni equestri private.
Il Settizonio di Settimio Severo
Settimio Severo
(193–211 d.C.) aggiunse all'estremità sud-orientale del Palatino il Settizonio (o Septizonium, 203 d.C.) — una monumentale fontana-facciata alta circa 30 metri e con sette ordini di colonne (da cui il nome), destinata a impressionare i viaggiatori provenienti dalla Via Appia. Questa struttura sopravvisse fino al 1588, quando Sisto V la demolì per recuperarne i marmi.
Settimio Severo ampliò inoltre le strutture palatine verso sud con il Palazzo severiano, un podio artificiale che estendeva la sommità del colle su possenti arcate verso la scarpata meridionale — le cui enormi sostruzioni sono ancora visibili dall'esterno.
Gli Orti Farnesiani e il Palatino moderno
Dopo la caduta dell'Impero d'Occidente (476 d.C.), il Palatino fu progressivamente abbandonato. Nel Medioevo vi sorsero monasteri e fortezze. La svolta rinascimentale avvenne nel 1550 quando il cardinale Alessandro Farnese (futuro Paolo III) acquistò la sommità del colle e vi impiantò i primi giardini botanici privati d'Europa: gli Orti Farnesiani (Horti Farnesiani).
I Farnese costruirono giardini terrazzati sopra le rovine dei palazzi imperiali, con loggette, fontane, viali alberati e il Casino Farnese — una villa belvedere che dominava Foro e città. Questi giardini rimasero proprietà farnesiana fino al 1860, quando il re Vittorio Emanuele II acquistò il Palatino e iniziò le prime campagne di scavo sistematico.
Le ricerche moderne hanno progressivamente demolito la sistemazione farnesiana nei settori interessati dalle rovine, restituendo alla luce le strutture imperiali. Oggi il Palatino è un parco archeologico aperto in cui convivono settori scavati, terrazze, aree coperte di vegetazione e i ruderi del grande palazzo.
Il Museo Palatino
Il Museo Palatino è allestito nell'antico Casino di Pio IV e raccoglie i principali reperti provenienti dagli scavi del colle:
- Frammenti architettonici dei palazzi imperiali
- Reperti di età del Ferro (ceramiche, fibule, frammenti di capanne)
- Affreschi staccati dalla Domus di Augusto e dalla Casa di Livia
- Sculture tra cui una statua di Augusto in toga (togatus)
- Materiali votivi provenienti dal santuario di Cibele
Il museo offre una visione d'insieme della millenaria stratificazione del colle, complementare alla visita del sito.
Come visitare il Palatino oggi
Il Palatino è incluso nel biglietto combinato Colosseo–Foro Romano–Palatino.
- L'ingresso principale dal Foro Romano porta direttamente alle terrazze degli Orti Farnesiani
- La Casa di Augusto e la Casa di Livia sono visitabili su prenotazione (accesso limitato, affreschi di eccezionale qualità)
- La Domus Flavia e la Domus Augustana: le strutture principali del palazzo di Domiziano
- Lo Stadio del Palatino: il giardino-ippodromo, completamente leggibile nella planimetria
- Il Museo Palatino: aperto nell'orario del sito
- Il panorama dal bordo settentrionale del colle offre la veduta più bella sull'intero Foro Romano
Il percorso completo richiede almeno 2 ore.
Visita il Palatino con un autista privato
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Domande frequenti
Perché il Palatino si chiama così? Il nome deriva probabilmente dalla dea pastorale Pales o dalla città arcadica di Pallantion. In ogni caso, il latino Palatium ha generato le parole «palazzo», palace, palais e palacio nelle principali lingue europee.
Si possono vedere le capanne dell'Età del Ferro? I resti delle capanne dell'VIII–IX secolo a.C. sono visibili sul versante nord-occidentale del colle, nelle immediate vicinanze della Casa di Romolo — una piccola area recintata che mostra le buche dei pali delle strutture lignee originali.
La Casa di Augusto è visitabile? Sì, ma con accesso limitato e spesso su prenotazione. I suoi affreschi del II stile pompeiano sono tra i più importanti conservati a Roma.
Dove si trovava il Settizonio? Sull'angolo sud-orientale del Palatino, lungo la Via Appia. Demolito nel 1588 da Sisto V per recuperarne i marmi. Il sito è oggi occupato dall'incrocio tra Via dei Trionfi e Via di San Gregorio.
Cosa sono gli Orti Farnesiani? Sono i primi giardini botanici privati d'Europa, creati dal cardinale Alessandro Farnese nel 1550 sulla sommità del Palatino sopra i resti dei palazzi imperiali. Parte della sistemazione farnesiana è ancora visibile nell'area nord-occidentale del colle.
Articolo n. 47 — TIER S — MON-03 Foro Romano + Palatino
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