Il Vittoriano nel cinema
Cinema italiano del dopoguerra
Roma città aperta (Roberto Rossellini, 1945): il Vittoriano non è in scena, ma la Roma che Rossellini mostra — quella dell'occupazione nazista, della resistenza, del sacrificio — è la stessa Roma che il Milite Ignoto era chiamato a simboleggiare. L'assenza del monumento è parte del paesaggio emotivo del film.
Vacanze romane (William Wyler, 1953): Audrey Hepburn e Gregory Peck percorrono una Roma che include Piazza Venezia e il Vittoriano come sfondo naturale della città. Il monumento appare non come soggetto ma come elemento dell'ambiente urbano — esattamente come lo vivono i turisti.
La dolce vita (Federico Fellini, 1960): la Roma di Fellini include il Vittoriano come monumentalità di fondo — la grandiosità vuota di una città che ha perduto il senso delle proprie origini. Non è mai inquadrato direttamente, ma la sua ombra aleggia sull'intera Roma del film.
Il Marchese del Grillo (Mario Monicelli, 1981): alcune scene ambientate in una Roma del Settecento mostrano il colle prima della costruzione del Vittoriano — un contralto implicito alla grandiosa presenza moderna.
Cinema internazionale
Mission: Impossible III (2006): sequenze di azione ambientate a Roma che utilizzano Piazza Venezia e il Vittoriano come sfondo spettacolare.
Angels & Demons / Angeli e demoni (Ron Howard, 2009): il Vittoriano appare come punto di orientamento nella Roma turistica che il film costruisce attorno alla caccia ai cardinali.
Il Vittoriano nella letteratura
Letteratura italiana
Carlo Emilio Gadda, nei suoi romanzi romani degli anni Cinquanta e Sessanta, usa il Vittoriano come metafora della retorica nazionalista — un eccesso di marmo e parole su un fondamento di ambiguità storica.
Pier Paolo Pasolini: nei romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), la Roma delle borgate periferiche si contrappone implicitamente alla Roma monumentale del centro. Il Vittoriano è il simbolo di quella Roma ufficiale da cui i protagonisti di Pasolini sono esclusi.
Letteratura di viaggio e reportage
Henry James visitò Roma prima della costruzione del Vittoriano (morì nel 1916, mentre i lavori erano ancora in corso). Nei suoi scritti su Roma, descriveva il Campidoglio con nostalgia per una Roma medievale che stava scomparendo — una nostalgia che la costruzione del Vittoriano avrebbe confermato.
Lawrence Durrell e Gore Vidal — entrambi vissuti a Roma a lungo — scrissero di una città nella quale il Vittoriano era percepito dagli stranieri come un'aggiunta fastidiosa ma ormai inevitabile, come la Torre Eiffel di Parigi ai suoi esordi.
Il Vittoriano nella cultura popolare
Il Vittoriano è uno dei simboli più riconoscibili di Roma nelle guide turistiche di tutto il mondo. La sua forma appare in migliaia di locandine, cartoline e immagini promozionali. Il soprannome "torta nuziale" è ormai codificato: compare nelle guide turistiche in tutte le lingue come informazione standard.
Negli ultimi anni, il Terrazzo delle Quadrighe è diventato uno dei punti Instagram più fotografati di Roma — la combinazione di panorama totale sulla città e sculture spettacolari lo rende immediatamente riconoscibile sui social network.
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Domande frequenti
Il Vittoriano è mai stato usato come location cinematografica ufficiale? Le riprese ufficiali all'interno del monumento richiedono autorizzazioni speciali. Per lo più il Vittoriano appare come sfondo esterno nelle produzioni cinematografiche.
C'è un romanzo importante ambientato al Vittoriano? Il Vittoriano è raramente protagonista narrativo diretto. Appare più come simbolo di sfondo nella letteratura italiana e straniera su Roma.
Articolo n. 192 — TIER S — MON-10 Altare della Patria / Vittoriano
Il cinema
Il Vittoriano è uno dei fondali architettonici più usati nel cinema italiano. La sua posizione frontale su Piazza Venezia lo rende inevitabile in qualsiasi ripresa della città:
Federico Fellini inserì Piazza Venezia con il Vittoriano sullo sfondo in Roma (1972), il suo documentario-fiction sulla città. La scena dell'ingorgo automobilistico notturno in Piazza Venezia è tra le più memorabili del film.
Roman Holiday (William Wyler, 1953): la motocicletta di Gregory Peck e Audrey Hepburn attraversa Piazza Venezia nelle scene del tour di Roma.
In Mission: Impossible — Rogue Nation (2015) una sequenza d'inseguimento passa attraverso Piazza Venezia con il Vittoriano come sfondo inequivocabile.
La letteratura
Nella letteratura italiana, il Vittoriano rappresenta spesso l'eccesso, la retorica o la grandeur mal calibrata. Alberto Moravia nelle sue storie romane lo usa come sfondo per scene di alienazione urbana. Carlo Emilio Gadda nel Pasticciaccio (1957) — ambientato nel 1927 — menziona il "Vittoriano" come parte del paesaggio fascista della città.
Nella letteratura straniera, il Vittoriano appare in decine di romanzi ambientati a Roma come il punto di orientamento visivo della città — la cosa bianca e enorme che si vede da lontano e che non si capisce subito cosa sia.
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