In letteratura

Henry James — Ore italiane (1909)

James dedicò pagine memorabili alla visita della Galleria Borghese nel suo saggio-viaggio sull'Italia. Descriveva la galleria come un luogo dove il tempo rallenta, dove la bellezza delle sculture di Bernini produce un effetto quasi fisico sul visitatore. La sua prosa catturò qualcosa che molti visitatori avvertono ancora: la concentrazione di capolavori in uno spazio raccolto produce un'intensità diversa dai grandi musei.

Stendhal — Passeggiate romane (1829)

Stendhal visitò Villa Borghese e scrisse della bellezza del parco e delle sculture con il suo consueto entusiasmo quasi clinico. Le sue note su Apollo e Dafne sono tra le prime descrizioni critiche dell'opera in lingua moderna.

Nathaniel Hawthorne — Il fauno di marmo (1860)

Il romanzo di Hawthorne usa la Roma pontificia e le sue gallerie come sfondo per una storia di innocenza perduta. Villa Borghese appare come luogo di passeggiata e riflessione dei personaggi, simbolo di una Roma colta ma moralmente ambigua.

Dan Brown — Angeli e Demoni (2000)

Il thriller di Dan Brown include riferimenti a Bernini e al suo rapporto con la scienza e la religione. Sebbene il romanzo non si svolga nella Galleria Borghese, le opere di Bernini — comprese quelle conservate alla Borghese — sono centrali al plot.

Nel cinema

Roman Holiday — Vacanze romane (1953, William Wyler)

Audrey Hepburn e Gregory Peck attraversano Villa Borghese a bordo di una Vespa in una delle scene più iconiche della storia del cinema. Il parco appare come un'oasi di normalità e libertà nel cuore di Roma.

La grande bellezza (2013, Paolo Sorrentino)

Il film di Sorrentino, Palma d'oro a Cannes e Oscar come Miglior Film Straniero, usa la Roma dei palazzi e dei giardini come elemento visivo fondamentale. Villa Borghese appare come parte di una Roma aristocratica in declino, bellissima e inaccessibile.

To Rome with Love (2012, Woody Allen)

Woody Allen usa Roma — incluso il parco di Villa Borghese — come sfondo per le sue storie intrecciate. La galleria e il parco rappresentano la Roma eterna, quella che persiste oltre i personaggi.

Nella musica e nelle arti visive

Ottorino Respighi — I pini di Roma (1924)

Il secondo dei quattro movimenti del poema sinfonico di Respighi è intitolato I pini di Villa Borghese, evocando la vivacità dei bambini che giocano nel parco tra i pini marittimi. È forse la più famosa evocazione musicale di Villa Borghese.

Fotografía e arte contemporanea

La Venere Vincitrice di Canova e Apollo e Dafne di Bernini sono tra le sculture più fotografate al mondo. La loro presenza nell'immaginario visuale collettivo è tale che molte persone le riconoscono prima ancora di sapere dove si trovano.

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Domande frequenti

Vacanze romane è stata girata davvero a Villa Borghese? Sì, gran parte del film fu girata in esterni reali a Roma. La scena in Vespa nel parco di Villa Borghese è autentica.

I pini di Villa Borghese di Respighi sono ancora presenti nel parco? I pini marittimi che caratterizzano il parco sono ancora lì, anche se il loro numero è cambiato nel tempo per malattie e sostituzioni. Il paesaggio evocato da Respighi è ancora riconoscibile.

La Galleria Borghese è mai stata usata come set cinematografico? Non frequentemente — le restrizioni per girare all'interno di musei con opere di tale valore sono severe. La villa in esterni è apparsa in varie produzioni, ma le riprese all'interno sono rare.

Articolo n. 178 — TIER S — MON-09 Galleria Borghese

Cinema

La Galleria Borghese e il parco di Villa Borghese sono apparsi in numerose produzioni cinematografiche italiane e internazionali. Federico Fellini utilizzò i viali del parco in diverse occasioni, anche se raramente in modo esplicito. La serie televisiva "I Medici" (Netflix, 2016–2019) ha girato alcune scene all'interno della Villa, che faceva da location per palazzi rinascimentali fiorentini.

Il parco di Villa Borghese è iconicamente associato alla Vespa e alla Dolce Vita: le scene di inseguimento in motorino attraverso Roma degli anni '60 spesso avevano come sfondo i viali alberati del parco.

La collezione nella narrativa

Dan Brown cita la Galleria Borghese in Angeli e Demoni (2000): uno dei quattro altari della scienza del romanzo è ambientato a Villa Borghese, anche se Brown usa la topografia romana con molta libertà creativa. La scena è ambientata nella fontana del laghetto, non nella Galleria stessa.

Il romanziere Henry James visitò la Galleria negli anni 1870 e ne lasciò una descrizione nelle sue Italian Hours (1909): descriveva l'Apollo e Dafne come "la scultura che più di ogni altra ha fatto capire ai viaggiatori anglosassoni cosa intendesse Ovidio per metamorfosi".

Agatha Christie, nei suoi romanzi ambientati a Roma, cita il parco di Villa Borghese come luogo di incontri e pedinamenti — un'eco della sua visita agli scavi romani negli anni '30.

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Tipo: STORICO Parole: ~690