La storia della collezione originale
Scipione Borghese costruì la sua collezione di antichità nel corso del XVII secolo con la stessa spregiudicatezza con cui acquisì i dipinti e commissionò le sculture. La differenza è che le antichità — marmi romani, bronzi, gemme incise — erano più facilmente acquistabili sul mercato romano, allora florido di scavi clandestini e commerci di opere.
La collezione raggiunse nel corso del Seicento dimensioni straordinarie: centinaia di sculture classiche, bassorilievi, urne, ritratti imperiali, frammenti architettonici. La villa stessa era progettata come dialogo tra antico e moderno: le sculture di Bernini erano esposte accanto a originali romani, creando una continuità visiva tra l'arte del I secolo e quella del XVII.
La vendita del 1807: cosa andò al Louvre
Nel 1807, il principe Camillo Borghese — marito di Paolina Bonaparte — vendette a Napoleone 344 pezzi della collezione per 8 milioni di franchi. La trattativa fu condotta rapidamente e le opere partirono per Parigi, dove giunsero a popolare il Museo Napoleone (poi Louvre).
Tra i pezzi ceduti vi erano:
- Il Gladiatore Borghese (I sec. a.C., opera di Agasia di Efeso), uno degli esempi più celebri della scultura ellenistica
- Il Vaso Borghese (I sec. a.C.), anfora in marmo con scene baccanali
- Numerosi ritratti imperiali e sarcofagi
- La Ermafrodito dormiente originale e il resto della collezione di sculture ellenistiche
L'Ermafrodito dormiente oggi alla Borghese è una replica romana di un originale greco, arricchita del celebre materasso in marmo scolpito da Bernini nel 1620 — un'aggiunta barocca a un'opera classica.
Cosa rimane oggi
Mosaici romani (Sala VI e VII)
Il pavimento dei corridoi del piano terra è costituito da mosaici romani originali del II–III sec. d.C., provenienti da scavi nella campagna romana. Rappresentano gladiatori, scene di caccia e figure mitologiche con una qualità di esecuzione eccezionale. Spesso trascurati dai visitatori che camminano sopra di essi, sono un elemento architettonico di straordinario valore.
Sculture ellenistiche e romane
Nelle sale del piano terra rimangono diverse sculture di epoca romana o di ispirazione ellenistica, tra cui copie di originali greci perduti. Il dialogo con le sculture di Bernini era voluto: Scipione volle che l'arte antica e quella contemporanea si confrontassero nello stesso spazio.
La collezione di gemme e cammei
La Galleria Borghese conserva una piccola ma significativa raccolta di gemme incise e cammei antichi, in parte esposta nelle bacheche delle sale di transito.
Il contesto nel Louvre
Per chi visita entrambi i musei, le sezioni di antichità greche ed etrusche del Louvre permettono di vedere la controparte della collezione Borghese. I 344 pezzi ceduti nel 1807 sono lì, esposti nelle stesse sale del Museo Napoleone. Il Gladiatore Borghese è uno dei marmi più ammirati del Louvre.
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Domande frequenti
Quante opere della Borghese sono al Louvre? 344 pezzi, prevalentemente sculture antiche, vasi e marmi. Sono esposti nel Département des Antiquités grecques, étrusques et romaines del Louvre.
I mosaici sul pavimento sono originali? Sì. I mosaici delle Sale VI e VII sono originali romani del II–III sec. d.C. Non sono riproduzioni.
L'Ermafrodito dormiente alla Borghese è l'originale? No, è una replica romana di un originale greco (II sec. a.C.). L'originale non è sopravvissuto. Il materasso in marmo è invece un'opera originale di Bernini del 1620.
Cosa si vede oggi
La collezione di antichità della Galleria Borghese è distribuita tra il cortile porticato esterno e le prime sale del piano terra. Le sculture esposte all'esterno — busti imperiali, sarcofagi, rilievi — fanno parte del nucleo originale raccolto da Scipione Borghese nel XVII secolo.
I pezzi più importanti rimasti dopo la vendita napoleonica:
- Ermafrodito dormiente (Sala VI): copia romana del II sec. d.C. da un originale ellenistico; il materasso su cui giace è un'aggiunta di Bernini, che lavorò anche come restauratore delle antichità della Villa
- Seneca morente (Sala IV): busto in basalto nero raffigurante un vecchio in agonia, a lungo identificato con il filosofo stoico
- Sarcofago dei Combattimenti (Sala I): sarcofago romano del II sec. d.C. con scene di battaglia, usato come supporto visivo per la Paolina
La perdita del 1807
La vendita a Napoleone privò la Galleria delle sue antichità più pregiate: 154 pezzi, tra cui la Venere Borghese (Louvre, Ma 529), l'Ares Borghese (Louvre, Ma 866) e il Vaso Borghese (Louvre, Ma 86) — un cratere marmoreo del I sec. a.C. con processioni dionisiache, considerato uno dei vasi di marmo più belli dell'antichità.
Queste opere si trovano ancora nel Dipartimento delle Antichità Greche e Romane del Louvre, visibili al piano basso dell'ala Denon. Per il visitatore che conosce entrambe le collezioni, il confronto tra Parigi e Roma è particolarmente eloquente sul costo del potere napoleonico per il patrimonio italiano.