La leggenda di Bernini e Borromini
Tra tutte le leggende che circolano attorno a Piazza Navona, la più famosa riguarda la rivalità tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.
Si racconta che la figura del Rio de la Plata, nella Fontana dei Quattro Fiumi, tenga il braccio alzato come per proteggersi dal crollo della facciata di Sant'Agnese in Agone — progettata da Borromini. Bernini avrebbe voluto suggerire, con quel gesto, che la chiesa del rivale stava per crollare.
La storia è affascinante. È anche storicamente impossibile.
La Fontana dei Quattro Fiumi fu inaugurata il 12 giugno 1651. Borromini non iniziò a lavorare alla facciata di Sant'Agnese fino al 1652–1653. Bernini non poteva deridere un edificio che non esisteva ancora.
Il gesto del Rio de la Plata ha, nella realtà, una spiegazione più prosaica: il fiume alza il braccio perché il Rio de la Plata era, nel Seicento, la frontiera dell'allora conosciuto mondo occidentale — un gesto di apertura verso l'ignoto, non di scherno. La leggenda, tuttavia, è sopravvissuta ai secoli ed è diventata uno dei test di qualità per le guide turistiche di Roma: chi la racconta come vera non ha fatto i compiti.
Il Nilo che si copre il viso
Simile per meccanismo, diversa nell'origine, è la leggenda del dio-fiume Nilo. La sua testa è avvolta da un drappo: secondo la leggenda romantica, si coprirebbe il viso per non vedere la facciata di Sant'Agnese.
La spiegazione storica è invece questa: la sorgente del Nilo era sconosciuta nel 1651 — gli europei non la scoprirono fino al XIX secolo. Bernini rappresentò il Nilo con il capo velato per simboleggiare l'incognita geografica, non per irridere il vicino. Il drappo è un simbolo cartografico, non un gesto di scherno.
Olimpia Maidalchini, la «Pimpaccia di Piazza Navona»
Il Palazzo Pamphilj che chiude il lato occidentale della piazza fu la residenza di Olimpia Maidalchini (1592–1657), cognata di Papa Innocenzo X e figura tra le più controverse della Roma secentesca.
Donna di straordinaria intelligenza e capacità di governo, Olimpia esercitò un'influenza reale sulle decisioni pontificie — circostanza intollerabile per i suoi avversari, che la diffamarono con ogni mezzo. Il soprannome popolare «Pimpaccia di Piazza Navona» sintetizzava il disprezzo misogino verso una donna che aveva osato agire come gli uomini della sua classe.
L'episodio più citato: alla morte di Innocenzo X nel 1655, si racconta che Olimpia si rifiutò di contribuire alle spese funebri. Il corpo del pontefice rimase abbandonato per giorni prima di ricevere una sepoltura degna. Vera o esagerata che fosse, la storia cristallizzò l'immagine di una donna spietata.
La sua figura è stata rivalutata dalla storiografia contemporanea, che vede in lei una protagonista eccezionale in un'epoca che non ammetteva donne al potere.
La leggenda di Sant'Agnese
La chiesa di Sant'Agnese in Agone sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione, avvenne il martirio di Agnese di Roma intorno al 304 d.C.
La leggenda narra che la giovane cristiana, rifiutato il matrimonio con un magistrato romano, fu condotta allo stadio di Domiziano e privata delle vesti in pubblico come punizione. Miracolosamente, le ricrebbero i capelli istantaneamente a coprirla. Il prefetto ordinò poi di gettarla nel fuoco, ma le fiamme si divisero attorno a lei senza toccarla. Fu infine decapitata.
Il nome «Agnese» deriva dal greco hagnè (pura), ma il popolo romano lo associò all'agnello — agnus — simbolo di purezza e sacrificio. Nell'iconografia, Agnese è quasi sempre raffigurata con un agnello.
L'obelisco e il circo di Massenzio
L'obelisco al centro della Fontana dei Quattro Fiumi non è egiziano: è romano, realizzato da artigiani romani nel III secolo d.C. a imitazione degli obelischi egizi, come ornamento del circo voluto dall'imperatore Massenzio sulla Via Appia.
Bernini ottenne da Innocenzo X il permesso di spostarlo in piazza e di usarlo come fulcro della fontana — un gesto di appropriazione simbolica del passato antico a servizio della magnificenza pontificia.
La forma della piazza
La lunghezza di Piazza Navona — circa 276 metri — corrisponde quasi esattamente alla lunghezza della pista del sottostante stadio di Domiziano. La larghezza attuale (circa 54 metri) riflette quella della cavea originale. Chi si trova al centro della piazza sta, senza saperlo, in piedi sul tracciato di una pista da gara di duemila anni fa.
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Domande frequenti
La rivalità tra Bernini e Borromini è vera? I due erano effettivamente rivali, ma la leggenda del gesto del Rio de la Plata è falsa: la fontana fu inaugurata nel 1651, un anno prima che Borromini iniziasse a lavorare alla facciata di Sant'Agnese.
Perché il dio-fiume Nilo si copre la testa? Per simboleggiare che la fonte del Nilo era geograficamente sconosciuta al tempo di Bernini — non per nascondersi dalla chiesa di fronte.
Chi era Olimpia Maidalchini? La cognata di Papa Innocenzo X, nota come «Pimpaccia di Piazza Navona». Donna di grande capacità politica, fu demonizzata dai contemporanei e rivalutata dalla storiografia moderna.
Articolo n. 158 — TIER S — MON-08 Piazza Navona
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