Il palazzo del papa

Palazzo Pamphilj occupa l'intera fascia occidentale di Piazza Navona. È una costruzione monumentale, lunga circa 100 metri, edificata nella prima metà del Seicento per Giambattista Pamphilj, che sarebbe diventato papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X.

Il palazzo non è visitabile al pubblico: dal 1920 è sede dell'Ambasciata del Brasile in Italia. È tuttavia uno degli edifici che definisce più fortemente il perimetro architettonico della piazza, e la sua facciata è parte integrante di qualsiasi fotografia della Navona.

La costruzione: Girolamo Rainaldi e Francesco Borromini

I lavori iniziarono intorno al 1644–1646, su progetto di Girolamo Rainaldi. Il palazzo riuniva e ampliava preesistenti proprietà della famiglia Pamphilj nella stessa area.

Francesco Borromini

intervenne in una fase successiva, occupandosi della Galleria interna — il lungo salone affrescato che costituisce il pezzo più pregiato dell'edificio. Borromini progettò la galleria con soffitti voltati e una decorazione integrata tra architettura e affresco, in stretto rapporto con Pietro da Cortona, che ne eseguì la decorazione pittorica tra il 1651 e il 1654.

La galleria, con la sua volta affrescata da Pietro da Cortona raffigurante la Vita di Enea, è considerata uno degli esempi più raffinati di decorazione barocca profana a Roma.

La famiglia Pamphilj

I Pamphilj erano una famiglia di origine umbra, stabilitasi a Roma nel XVI secolo. Giambattista Pamphilj fu nominato cardinale nel 1629 e divenne papa nel 1644. Il pontificato di Innocenzo X (1644–1655) fu uno dei più presenti nella storia urbana di Roma: non solo il palazzo, ma anche la trasformazione di Piazza Navona — con la commissione della Fontana dei Quattro Fiumi a Bernini nel 1648 — porta il segno della sua volontà di affermare il potere della famiglia nello spazio pubblico.

Olimpia Maidalchini, cognata di Innocenzo X e figura di grande influenza politica durante il suo pontificato, abitò nel palazzo. Il suo ruolo era così pervasivo che i romani la soprannominarono pimpaccia (la cattiva) e si vociferava che fosse lei la vera guida delle decisioni papali.

La cappella privata

All'interno del palazzo si trova una cappella privata, dedicata a Sant'Agnese, realizzata con una ricchezza decorativa che riflette lo status della famiglia. La costruzione della cappella si intrecciò con la fondazione della chiesa di Sant'Agnese in Agone sul lato opposto della piazza, entrambe espressione della devozione e del mecenatismo dei Pamphilj.

Dal Seicento al Novecento

Dopo la morte di Innocenzo X nel 1655, il palazzo restò proprietà della famiglia Pamphilj per oltre due secoli. Con l'unificazione italiana e la trasformazione delle istituzioni pontificie, molti palazzi nobiliari romani cambiarono destinazione. Nel 1920 il palazzo fu ceduto al Brasile e divenne sede diplomatica, una delle più prestigiose tra quelle ospitate in un palazzo storico a Roma.

Architettura esterna

La facciata su Piazza Navona è sobria rispetto all'interno: una lunga sequenza di finestre su tre piani, in travertino e intonaco, che contrasta con la teatralità della Fontana dei Quattro Fiumi antistante. La semplicità della facciata è intenzionale: serve da sfondo alla piazza, non da protagonista.

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Domande frequenti

Il palazzo è visitabile? No, è sede dell'Ambasciata del Brasile e non apre al pubblico in modo ordinario. Occasionalmente partecipa alle Giornate FAI o a iniziative di apertura straordinaria.

Chi ha affrescato la galleria? Pietro da Cortona, tra il 1651 e il 1654. Il soggetto è la Vita di Enea.

Olimpia Maidalchini è sepolta nel palazzo? No. Morì nel 1657 e fu sepolta nella chiesa di San Martino al Cimino, vicino a Viterbo.

Articolo n. 150 — TIER S — MON-08 Piazza Navona

Il palazzo e la famiglia Pamphilj

Il Palazzo Pamphilj occupa quasi l'intero lato ovest di Piazza Navona. Fu costruito tra il 1644 e il 1650 per volontà del papa Innocenzo X Pamphilj (al secolo Giovanni Battista Pamphilj), che volle una residenza di rappresentanza per la famiglia affacciata sulla piazza che stava radicalmente trasformando.

Il progetto fu affidato a Girolamo Rainaldi e poi completato da Francesco Borromini, che disegnò la grande galleria con volta affrescata al primo piano. Gli affreschi della Galleria sono di Giovanni Battista Gaulli (detto Baciccio) e raccontano la Vita di Enea — un programma iconografico laico e classico, insolito per una residenza papale.

La protagonista reale

la costruzione fu voluta e gestita dalla cognata del papa, Olimpia Maidalchini — donna di enorme potere politico, soprannominata dai romani "Pimpaccia" con malcelata ironia. Innocenzo X le era così dipendente che i satiristi romani la chiamavano "il vero papa".

Il palazzo oggi: Ambasciata del Brasile

Dopo la morte di Innocenzo X (1655) il palazzo passò di mano più volte. Dal 1920 è sede dell'Ambasciata del Brasile in Italia — una delle ambasciate più grandi d'Europa per dimensioni e prestigio della sede. L'interno non è visitabile regolarmente, ma durante le Giornate FAI (primavera e autunno) l'ambasciata apre i saloni affrescati al pubblico. Vale assolutamente la pena pianificare la visita in quei giorni.

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