La chiesa sulla piazza
Sant'Agnese in Agone occupa la posizione centrale del lato occidentale di Piazza Navona, fiancheggiata dal Palazzo Pamphilj. È una delle chiese barocche più studiate d'Europa, non soltanto per il suo valore architettonico intrinseco, ma perché la sua facciata concava dialoga visivamente — e storicamente — con la Fontana dei Quattro Fiumi che le sta di fronte.
L'ingresso è gratuito. La chiesa è aperta al pubblico per la preghiera e le visite.
Il sito: la leggenda di Sant'Agnese
Secondo la tradizione, il luogo dove sorge la chiesa fu teatro del martirio di Agnese di Roma, vergine cristiana messa a morte per ordine dell'imperatore Diocleziano intorno al 304 d.C. Secondo la leggenda, fu esposta nuda in un postribolo nell'area dello Stadio di Domiziano, e i suoi capelli miracolosamente si allungarono a coprirla. Fu poi decapitata.
Il nome in agone deriva dal latino in agonali, ovvero nell'area dello stadio (le gare atletiche greche si chiamavano agones).
Un oratorio fu costruito sul luogo già nel V secolo. La chiesa attuale ne è l'evoluzione seicentesca.
I lavori: Rainaldi, poi Borromini (1652–1677)
La costruzione della chiesa odierna fu avviata nel 1652 per volontà di papa Innocenzo X Pamphilj, su progetto dei Rainaldi (padre Girolamo e figlio Carlo). L'intenzione era creare una chiesa di famiglia che completasse il complesso del Palazzo Pamphilj adiacente.
Nel 1653 Borromini subentrò come architetto principale, modificando radicalmente il progetto. Tre sono le sue invenzioni fondamentali:
- La facciata concava: Borromini curvò verso l'interno la facciata, creando un effetto di profondità e di "abbraccio" verso la piazza. La concavità contrasta con la convessità classica di molte facciate dell'epoca e divenne uno dei tratti più imitati del barocco europeo.
- Il tamburo rialzato: rispetto al progetto originale, Borromini alzò la cupola rendendola visibile sopra la facciata — soluzione opposta a quella adottata da Maderno per San Pietro, dove la facciata nasconde la cupola di Michelangelo.
- I campanili gemelli: due torri laterali con cuspidi, che incorniciano la cupola e danno alla silhouette della chiesa la sua forma riconoscibile.
Nel 1657 Borromini fu allontanato dal cantiere per ragioni politiche legate ai cambi di pontificato (Innocenzo X era morto nel 1655). I lavori furono completati da altri architetti, tra cui Giovan Maria Baratta e Carlo Rainaldi, rispecchiando parzialmente il progetto borrominian.
L'interno
L'interno è a pianta centrale greca, con quattro cappelle radiali. La decorazione è ricchissima: marmi policromi, stucchi dorati, affreschi nel tamburo e nella calotta della cupola.
Tra le opere più importanti conservate all'interno:
- Il busto di Innocenzo X attribuito a Bernini (o alla sua bottega)
- Opere di Alessandro Algardi e altri scultori del Seicento
- Il reliquiario del cranio di Sant'Agnese, conservato in una cappella dedicata
La cripta
Sotto la chiesa si trova una cripta con resti delle strutture dell'antica chiesa medioevale e tracce dello Stadio di Domiziano. La cripta è accessibile in alcune ore del giorno (verificare l'orario all'ingresso, solitamente incluso nel biglietto della cripta intorno a 3–5 €).
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Domande frequenti
Sant'Agnese in Agone è sempre aperta? La chiesa è generalmente aperta al pubblico dal mattino fino alla sera, con chiusura nelle ore centrali. Gli orari variano; verificare al momento della visita.
L'ingresso è a pagamento? La chiesa è a ingresso libero. La cripta può prevedere un contributo separato.
Borromini completò la chiesa? No. Lavorò al progetto dal 1653 al 1657, poi fu sostituito. La chiesa fu completata da altri tra il 1657 e la consacrazione del 1672.
Perché la facciata è concava? Per tre ragioni: creare profondità visiva, rendere la chiesa più ampia all'interno a parità di larghezza disponibile in facciata, e dialogare con la convessità del basamento del Fontana dei Quattro Fiumi.
Articolo n. 151 — TIER S — MON-08 Piazza Navona
Borromini e la commissione difficile
La storia di Sant'Agnese in Agone inizia nel 1652 quando papa Innocenzo X commissiona una nuova chiesa nel sito dove, secondo la tradizione, la vergine Agnese fu esposta nuda alla folla durante la sua persecuzione. La commissione fu affidata prima a Girolamo e Carlo Rainaldi, poi tolta e consegnata a Francesco Borromini nel 1653.
Borromini trasformò il progetto radicalmente: arretrò la facciata, creando una concavità che dialoga con la fontana di Bernini di fronte; sollevò la cupola su un tamburo alto; affiancò la facciata con due torri campanarie che si restringono verso l'alto. Il risultato è una delle facciate più innovative del barocco romano.
L'interno e le reliquie
L'interno è a croce greca con una cupola centrale. Le cappelle laterali hanno pale d'altare di artisti sei-settecenteschi. Nella cripta è conservato un busto-reliquiario con il cranio di Sant'Agnese, portato da San Giovanni in Laterano dove la santa era sepolta.
La chiesa contiene anche un antico rilievo romano (I sec. d.C.) con una testa femminile identificata con Agnese — probabilmente una coincidenza topografica che ha alimentato la tradizione agiografica del sito.
Orari
martedì–domenica 09:30–12:30 e 15:00–19:00; lunedì chiuso. Ingresso gratuito. Le Messe domenicali sono alle 10:30 e 12:00 (in italiano) e alle 11:30 (in latino).
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Tipo: STORICO Parole: ~800