L'origine del nome

Il nome Trevi deriva quasi certamente dal latino trivium: l'incrocio di tre vie. La zona era già nota in epoca romana come nodo viario, dove tre strade confluivano nell'area corrispondente all'attuale piazza della fontana.

Il Rione Trevi è il rione III di Roma, secondo l'attuale suddivisione amministrativa. I confini storici variano, ma sostanzialmente comprende l'area tra il Quirinale a est, il Pantheon a ovest e Via Nazionale a nord.

Antichità: l'acquedotto e il quartiere di Agrippa

La storia del rione è inseparabile dall'Acqua Vergine (Aqua Virgo), l'acquedotto costruito da Marco Agrippa nel 19 a.C. per alimentare le sue terme pubbliche sul Campo Marzio. Lungo 21 chilometri, era il più elegante degli acquedotti romani: scorreva completamente sotterraneo, preservando la qualità dell'acqua di sorgente.

L'acquedotto passava proprio sotto quello che sarebbe diventato il Rione Trevi, alimentando la rete idrica della città bassa. Rimase in funzione ininterrottamente — salvo brevi interruzioni in epoca medievale — ed è ancora oggi l'unico acquedotto romano originale funzionante, che alimenta la Fontana di Trevi e le altre fontane del centro.

Il Medioevo: decadenza e sopravvivenza

Come gran parte di Roma, il Rione Trevi subì un calo demografico drastico dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) e le successive invasioni barbariche. L'acquedotto fu sabotato durante l'assedio goto del VI secolo e rimase parzialmente inattivo per secoli.

Il quartiere medievale si concentrò attorno alle chiese e alle strutture di riutilizzo romano. Santi Apostoli (nella zona orientale) è una delle chiese medievali più antiche del rione. La zona del Quirinale era principalmente occupata da orti e vigne fino al Rinascimento.

Il Rinascimento: la riscoperta e la ricostruzione

Il grande rilancio del rione avvenne nel XV–XVI secolo, con il papato romano tornato stabile dopo lo scisma d'Avignone. Papa Nicola V (1447–1455) fece restaurare l'Acqua Vergine e commissionò una prima fontana modesta all'architetto Leon Battista Alberti nel 1453, nel punto dove l'acquedotto emergeva in superficie.

Questa fontana fu il primo predecessore diretto della Fontana di Trevi attuale: segnava il terminus dell'acquedotto ed era il luogo dove i romani si rifornivano d'acqua potabile.

Nei decenni successivi il quartiere si densificò: palazzi nobiliari, botteghe, chiese parrocchiali. Piazza Barberini (allora chiamata diversamente) era già un nodo commerciale.

Il Seicento: Barberini e Bernini

Il XVII secolo è il secolo della famiglia Barberini. Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, papa 1623–1644) trasformò il rione in una delle zone più rappresentative dell'architettura barocca romana.

I Barberini costruirono il Palazzo Barberini (oggi Galleria Nazionale d'Arte Antica), uno dei palazzi barocchi più grandi di Roma, progettato da Carlo Maderno e completato da Bernini e Borromini. Lo stemma delle api barberiane è ovunque nel quartiere.

Fu Urbano VIII a commissionare a Bernini la Fontana del Tritone (1642–1643) e la Fontana delle Api (1644) in Piazza Barberini, che divenne di fatto il salotto del nuovo quartiere aristocratico.

La Fontana di Trevi: il progetto definitivo

La trasformazione più celebre del rione avvenne nel XVIII secolo, quando il papa Clemente XII (Lorenzo Corsini) bandì nel 1730 un concorso per la costruzione di una nuova fontana monumentale al termine dell'Acqua Vergine.

Il progetto vincitore fu quello di Nicola Salvi (1697–1751), scelto nel 1732. I lavori durarono quasi trent'anni: Salvi morì nel 1751 senza vedere la fontana ultimata, e il progetto fu completato da Giuseppe Pannini. La fontana fu inaugurata il 22 maggio 1762 da papa Clemente XIII.

La Fontana di Trevi non è solo una fontana: è un'intera facciata che integra il Palazzo Poli come fondale scenografico. Misura 49,15 metri di larghezza e 26,3 metri di altezza, e domina completamente la piccola piazza circostante.

Il Settecento: il Quirinale e la Roma papale

Il Palazzo del Quirinale, costruito a partire dal 1573 per volere di Gregorio XIII, divenne nel Settecento la residenza estiva dei papi, preferita al Vaticano per l'aria più salubre della collina. Il rione assunse una doppia valenza: residenziale-artigianale nel basso, aristocratico-pontificio nella zona alta.

La chiesa di Sant'Andrea al Quirinale (Bernini, 1658–1670) e quella di San Carlo alle Quattro Fontane (Borromini, 1634–1641) — al confine con il Rione Castro Pretorio — documentano la densità di architettura barocca del quartiere.

Ottocento e Novecento: il quartiere moderno

Con la fine dello Stato Pontificio nel 1870 e Roma capitale del nuovo Regno d'Italia, il Quirinale divenne la residenza dei Savoia (e poi, dal 1946, del Presidente della Repubblica). Il quartiere mantenne il suo carattere borghese e residenziale.

La Via Nazionale fu aperta nel 1876 come asse commerciale moderno. Via Veneto — oggi nel perimetro del Rione — divenne negli anni '50 e '60 del Novecento il cuore della dolce vita romana: caffè, hotel, paparazzi e attori hollywoodiani.

Il rione oggi

Il Rione Trevi conserva una stratificazione urbanistica notevole: strade medievali, palazzi rinascimentali e barocchi, chiese antiche, piazze settecentesche e la Fontana di Trevi come elemento dominante. Il turismo è concentrato intorno alla fontana, ma pochi passi in qualsiasi direzione portano in un quartiere ancora abitato, con panifici, mercati rionali, farmacie e vita quotidiana.

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Domande frequenti

Perché il quartiere si chiama Rione Trevi? Il nome deriva probabilmente dal latino trivium (tre vie), indicando un antico incrocio viario nella zona dell'attuale piazza della fontana.

Quando è stata costruita la Fontana di Trevi? Il progetto fu avviato nel 1732 (Nicola Salvi) e la fontana fu inaugurata nel 1762 (papa Clemente XIII).

Cosa c'era prima della Fontana di Trevi? Una fontana più modesta, commissionata da Nicola V e progettata da Leon Battista Alberti nel 1453, che segnava il terminus dell'Acquedotto Vergine.

Articolo n. 89 — TIER S — MON-05 Fontana di Trevi

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